Scenografo e interior designer in equilibrio tra rigore progettuale e tensione poetica, Fabio Carpene intreccia la solidità della formazione accademica con una visione onirica dello spazio performativo. Dopo il diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha conseguito la specializzazione in Interior Design al Politecnico di Milano, studiando con maestri del calibro di Michele De Lucchi e Andrea Branzi. La sua capacità progettuale è stata confermata sin dagli esordi, quando la sua tesi specialistica — seguita dai relatori Galbiati e Francesca Balena Arista — è stata selezionata tra i migliori lavori di ricerca dall’Ordine degli Architetti di Milano.
Carpene ha costruito la propria cifra stilistica collaborando come assistente dello scenografo e docente Poppi Ranchetti, per poi affermarsi come visual artist per realtà d’eccellenza internazionale quali Simmetrico Network e Balich Wonder Studio.
Il debutto operistico è avvenuto nel 2014 sul prestigioso palcoscenico del Teatro La Fenice di Venezia, dove ha firmato le scene de L’inganno felice e La scala di seta per la regia di Bepi Morassi. La carriera di Fabio Carpene si snoda attraverso una costante ricerca di equilibrio tra l’ingegneria della macchina teatrale e la suggestione poetica dell’effimero, un binomio che nel 2021 lo ha portato a curare le scene de Il Barbiere di Siviglia per Cortinateatro e la prima mondiale di Opera Italiana di Nicola Campogrande al Festival della Valle d’Itria, entrambe sotto la regia di Tommaso Franchin.
Accanto all’attività teatrale, progetta interni per residenze private e boutique tra Londra e Milano, consolidando dal 2022 il proprio ruolo di scenografo per gli eventi Chopard al Festival di Cannes. Nel 2023 ha firmato le scene de La Bohème nella coproduzione tra i teatri Verdi di Padova, Mario Del Monaco di Treviso e Sociale di Rovigo, sempre con la regia di Bepi Morassi. L'anno successivo, presso il Teatro Stabile di Torino, ha curato gli allestimenti per Robin Hood di Marta Cortellazzo Wiel e L’istruttoria di Leonardo Lidi, mentre a Malta ha collaborato al prestigioso festival locale firmando le scene de Il re pastore con la regia di Tommaso Franchin. La proficua collaborazione con lo Stabile di Torino è proseguita con i progetti Pinocchio parte prima e Pinocchio dalla fiaba al destino di Marta Cortellazzo Wiel, Appello all’Europa di Micol Jalla e Festa Grande di Aprile di Giulio Graglia. In ogni suo lavoro, la precisione del dettaglio e l’eclettismo tra prosa, lirica e architettura si fanno esempio concreto di un’estetica che ambisce a superare il mero decorativismo per tradursi in pura emozione spaziale.